Si possono formulare diverse ipotesi:
1. E' un errore materiale nel verbale di interrogatorio, la Ghiribelli disse una data antecedente.
2. La Ghiribelli ricorda male, l'amicizia iniziò in data antecedente.
3. La Ghiribelli mente; in questo momento storico non ha ancora deciso di contribuire anima e corpo ar pasticciaccio brutto e assume un atteggiamento prudente; meglio dire di essere entrata nel gruppo dei Compagni di Merende che sta spuntando all'orizzonte solo dopo la conclusione della serie omicidiaria.
4. La Ghiribelli dice la verità, con questo sconfessando in anticipo le future dichiarazioni di Lotti e Pucci di aver passato da lei il pomeriggio della domenica (vedi sopra).
Personalmente preferisco l'ipotesi 4: sia perché sgombra il campo da una di quelle coincidenze forzate che mi insospettiscono sempre (il doppio incontro con la Ghiribelli, prima a Firenze nel pomeriggio e poi a San Casciano a mezzanotte), sia perché la cosa sembrerebbe confermata dalla constatazione, già citata, della Ghiribelli di aver conosciuto il Lotti quando lui aveva un'auto celestina (che sarebbe in tal caso la 124 con la quale il Lotti sostituì – in data mai realmente accertata - il 128 coupé ormai inutilizzabile).
Volendo ammettere come autentica l'ipotesi 4 avremmo dunque il riconoscimento di un'auto mai materialmente vista dalla teste – in quanto già rottamata quando i due iniziarono a frequentarsi – basato sulla somiglianza – portiera scolorita – con l'auto posseduta dal Lotti nel 1995 (!) e attribuita ad un individuo all'epoca non ancora conosciuto.
Altro che trappole della memoria: sembrerebbe un caso di scuola per le ricerche della prof.ssa Giuliana Mazzoni…
Sulle implicazioni derivanti dalla possibile inesistenza della visita alla Ghiribelli da parte del duo Lotti / Pucci quella domenica pomeriggio non mi soffermo, perché comunque non ci credevo neanche prima.