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| Qui tutto iniziò, circa cinquant'anni fa |
A distanza di quasi un anno dall’ultimo post della serie
“Intorno al 20 di luglio” (vedi qui: http://mostrodifirenzevolumei.blogspot.com/2017/09/intorno-al-20-di-luglio-aggiornamento.html
)
non è successo quello che speravo: cioè, né Adriani né altri
hanno effettivamente prodotto la lettera anonima della quale parlava,
richiedendola indietro, la Della Monica nella sua missiva ai CC del 20 agosto.
Tuttavia, può essere utile qualche piccolo ulteriore aggiornamento.
Dell’anonimo si parla in uno scritto apparso sul sito dello stesso
avv. Adriani ( http://www.avvocatoadriani.com/wa_files/desnombreux.pdf ).
Riportiamo qui il passaggio, ove si invitano gli odierni inquirenti ad
accertare, tra le altre cose, se “la
lettera che nel giugno 1982, dopo l’omicidio di Baccaiano, fu inviata da un
anonimo agli inquirenti per invitarli ad indagare sul delitto del 1968
provenisse da una mancata vittima. L’Avv. Luca Santoni Franchetti Acerbo, già
“dominus” di chi scrive, nel 1992 riferì
infatti a chi scrive una circostanza mai verificata, e però accertabile
dall’A.G., ovvero che essa fosse stata
scritta da una persona la quale lamentava a sua volta di essere stata vittima
di un tentativo di aggressione compiuto con le ben note modalità (tenuto sotto
tiro), mentre si trovava appartato in auto con un’altra persona (un’amante?)
e che proprio per tale motivo gradiva
rimanere anonima, a tutela della riservatezza personale propria e del partner
con cui si era intrattenuto in auto”. Come avevo già scritto nel primo
articolo, al processo del 1994 Santoni Franchetti richiese, invano, l’audizione
di Tricomi e Spezi, ma disse di aver avuto conferma dell’anonimo dal PM Izzo;
Izzo, come sappiamo, non era un magistrato che passava di là per caso, ma era
incaricato dell’indagine sul mostro, dal duplice omicidio di Scandicci in poi. Un episodio simile è riferito dai giornali
(attacco a una coppia clandestina in un’auto blindata), ma sarebbe avvenuto in
data 1 luglio 1984, quindi non è temporalmente compatibile con la segnalazione
del giugno / luglio 1982; mentre in prossimità di quella data abbiamo l’agguato
fallito di Cascine del Riccio, che però non corrisponde per caratteristiche (si
trattava di due fidanzati che diedero ampia pubblicità all’accaduto). Ci si potrebbe chiedere se questo agguato che
sarebbe stato riferito in via confidenziale e avvenuto in epoca imprecisata sia
l’oggetto di quell’anonimo di cui parla Rotella nella sua sentenza dicendo: “Un
anonimo che riferisce di precedente esiste, bensì, negli atti generici del fascicolo del p.m. relativo al delitto
di Montespertoli, ma concerne un reato a sfondo sessuale, circa il quale
aveva indagato a suo tempo, e con
successo, la magistratura fiorentina”. E’ pur vero che si parla della
segnalazione di un precedente, ma definire un presunto agguato del Mostro come
un generico “reato a sfondo sessuale” non sembra appropriato. Se Rotella non
sbaglia la sua consecutio temporum, c’era stato un reato, sessuale, ed era
stato risolto, già prima dell’omicidio di Baccaiano e quindi prima della
segnalazione di cui si sta parlando. All’epoca, si ricorderà, si ricercava l’omicida
nell’ambiente dei guardoni; allo stesso ambiente potrebbe condurre l’espressione
“tenuto sotto tiro”; da qui forse l’idea dell’anonimo aggredito di aver avuto a che
fare con il Mostro. Comunque, con gli elementi a disposizione, il tutto resta
per forza di cose nebuloso.
Ancora l’avv. Adriani ha fornito un documento, consistente
nella richiesta del G.I. Tricomi al suo
omologo di Palermo di interrogare il teste Barranca, che si sarebbe trovato
prossimamente nella capitale siciliana, presumibilmente al rientro dalla Libia
dove lavorava. Di tale documento, datato 29 ottobre 1982, ci interessa
unicamente la frase “A seguito di
segnalazione anonima che esisteva un quinto duplice omicidio commesso dal
cosiddetto “mostro” si risaliva all’omicidio di Lo Bianco Antonio e Locci
Barbara (…)”. Questo conferma quanto risultava già dalla lettera della
Della Monica, che era stata allertata proprio da Tricomi sull’anonimo, il quale
“evidenziava come i duplici omicidi
commessi dal Mostro fossero cinque, non quattro, richiamando l’attenzione su un
episodio analogo avvenuto in passato in altra località della provincia.” Ora,
siccome Adriani al convegno di Pistoia del 18 settembre 2017 disse più o meno: “In realtà passeranno diversi mesi a quanto ho potuto verificare io,
prima che questo pezzo di carta rientri nella disponibilità della Procura della
Repubblica e del G.I.” non vorrei
che abbia preso questa documento come prova della restituzione a chi di dovere
della lettera anonima. E’ ben possibile, invece, che Tricomi, per quanto
smemorato, abbia scritto la frasetta di cui sopra a memoria, senza avere
davanti l’anonimo. Può sembrare secondario, ma la restituzione, se davvero
avvenuta, si scontra con quanto raccontò Spezi; mentre se la lettera fu
“smarrita”, le cose comincerebbero a tornare; ma ne abbiamo già parlato.
L’ultima novità recente, che non c’entra direttamente con
l’anonimo, ma la riporto ugualmente per la gioia dei miei lettori fautori di
depistaggi e complotti, è che la mitica perizia Zuntini del 1968, che quasi
tutti hanno letto eccetto il sottoscritto, fu consegnata a… Piero Luigi Vigna.
Questo risulta infatti dal verbale di consegna, non del tutto leggibile,
pubblicato su La Nazione del 23 giugno a corredo di un articolo del giornalista Stefano Brogioni. A ben vedere, dopo un entusiasmo
iniziale, ho riflettuto che molto probabilmente
Zuntini consegnò al sostituto di turno, il 30 ottobre 1968, ma
l’incarico fu affidato il 22 agosto, quando le indagini erano condotte da
Caponnetto; quindi la mera ricezione del documento non dimostra un ruolo attivo di Vigna nel caso Mele.
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| Qui il Mostro rischiò di essere individuato e catturato |
A questo punto, sulla base di quanto scritto qui e negli
articoli precedenti, possiamo notare un’evidenza: la fonte principale per l’esistenza
dell’anonimo è il giudice istruttore Tricomi (con la parziale, incerta
partecipazione del PM Izzo). E’ lui che
richiama l’attenzione della collega PM sulla lettera; e sì che la Della Monica
doveva averla letta in prima persona, in quanto la missiva era diretta alla
Procura. Nella richiesta del 20 agosto, però, la Della Monica sembra conoscerla
solo per sentito dire; possiamo pensare che fu smistata da altro PM (Izzo?) ai
CC per le indagini senza dare soverchia importanza alla cosa. E’ Tricomi che
scrivendo mesi dopo all’ufficio istruzione di Palermo dà per certo che
l’indagine su Signa era nata in seguito all’anonimo. E’ sempre lui che racconta
la cosa a Spezi; ed è lui, che secondo la
testimonianza di Spezi (pubblicata nel 1989, ma riferita al passato) ammette
che il biglietto (o, nella versione di Spezi, il ritaglio di giornale) non gli
venne mai restituito. Che poi lo stesso Tricomi
nella dichiarazione rilasciata a Spezi nel 2002 non abbia voluto inserire il
dettaglio, beh, “sbiadito e incerto ogni ricordo”, lascia a mio parere il tempo
che trova. Sembra incontrovertibile che, nel 1982, almeno Tricomi fosse
convinto che la pista sarda era nata da una segnalazione anonima; e non
possiamo escludere che i giornalisti Sgherri e Selvatici lo seppero da lui.
Detto questo, possiamo anche fare un’ipotesi sul contenuto
dell’anonimo; che non indicava nomi di possibili colpevoli (è pur vero che le
indagini del 1982 si concentrarono subito su Francesco Vinci, ma riguardando
gli atti il nome balzava comunque agli occhi senza bisogno di suggerimenti
espliciti), ma affermava, forse dicendo anche altro che non sappiamo, l’esistenza di un episodio analogo e
precedente avvenuto in altra località della provincia. Il fatto che si parlasse
di un quinto duplice omicidio aiuta a collocare temporalmente la segnalazione
dopo il quarto duplice omicidio fino ad allora noto; mentre non sappiamo se
l’anonimo arrivò prima o dopo l’avvio della ricerca di precedenti richiesta
dalla procura il 3 luglio 1982 (Adriani, vedi sopra, dice “giugno”, ma ha visto
la lettera o no?).
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| Lastra a Signa Via XXIV Maggio n. 177 |
Purtroppo, anche se spero di essere presto smentito, come
spesso mi è accaduto, dubito ormai che questa missiva anonima esca fuori e temo
che saremo condannati a una penosa incertezza, che permette una miriade di
ipotesi, anche le più strampalate.
Ne elenco di seguito, sommariamente e con invito ad
possibili approfondimenti, alcune.
Ipotesi minimalista (Rotella). Ci fu una segnalazione
anonima, ma si scoprì (dopo, investigando) che non riguardava il caso del
Mostro. Quindi Tricomi prese fischi per fiaschi.
Ipotesi Fiori. In seguito alla diramazione della ricerca del
3 luglio, Fiori autonomamente si ricordò del delitto di Signa e andò da Tricomi
con un ritaglio di giornale reperito in archivio, ma Tricomi capì che la
segnalazione fosse arrivata dall’esterno (prese fischi per fiaschi).
Ipotesi “Cittadino amico” di De Gothia. Qui le date ci
indicano, a mio parere inequivocabilmente, che, se Tricomi non ebbe a
disposizione il fascicolo Mele (e i bossoli “inspiegabilmente” allegati) prima
del 20 luglio, è materialmente impossibile che l’appello dei CC pubblicato lo
stesso giorno su La Nazione fosse in rapporto consequenziale con il recupero del fascicolo
stesso. Se rileggiamo il primo libro di Spezi, è ben chiaro che egli ebbe modo
di leggere le tre missive di cui parla o per lo meno il loro contenuto gli fu
dettagliatamente riferito; inoltre fece esplicito riferimento, proprio in
riguardo a queste lettere (pur non usando il termine “cittadino amico”)
all’appello dei CC apparso sul giornale, che non sarebbe stato l’unico. E’ probabile
che in una lettera l’anonimo si fosse firmato “l’amico che capisce il mostro” e
in quella successiva (l’ultima) “un cittadino amico”; per aver fatto colpo con
l’ipotesi “BABBO” l’ultima lettera doveva per forza di cose essere stata
scritta prima del duplice omicidio di Baccaiano. A questo punto, potremmo concludere che i
fatti narrati da Spezi coincidono con le supposizioni di De Gothia, vi furono
tre lettere anonime, ma l’autore nulla sapeva o diceva del delitto di Signa.
Addendum. Si potrebbe però fare un’altra considerazione che
riporterebbe parzialmente in gioco il “Cittadino Amico”. Immaginiamo uno
scenario del genere. Poniamo che vi siano state alcune lettere anonime (che
siano quelle di cui parla Spezi o no, poco importa) da parte di un volenteroso mostrologo
dilettante. Nell’ultima, tra le altre cose, si afferma che vi era un omicidio
precedente. In coincidenza con la ricerca avviata il 3 luglio, la lettera
capita sotto gli occhi del maresciallo Fiori e gli fa scattare il ricordo. Questo
avviene, ovviamente, prima del 17 luglio, data della richiesta a Perugia.
Però, a questo punto, ancor prima di
avere la certezza che a Signa sia stata
usata la stessa pistola, i CC vogliono cercare di identificare il confidente
che afferma di capire il mostro e che apparentemente sa tante cose; e l’appello
sul giornale viene pubblicato, per mera coincidenza, proprio il giorno in cui i
bossoli, dopo il viaggio a vuoto a Perugia, sono sulla scrivania di Tricomi. Insomma,
il trafiletto non sarebbe dettato dalla voglia di apprendere altre cose dalla
bocca del cittadino amico, ma sarebbe invece un’esca per la sua identificazione
(come sosteneva Hazet in un vecchio commento agli articoli precedenti). A
questo punto, spingendoci ancora oltre nelle “wild speculations” alle quali siamo costretti dalle carenze
documentali, potremmo pensare che in realtà il cittadino amico, dopo un certo
tempo, si rifece vivo, venne identificato e si scoprì che era un “testimone
inconsapevole”, aveva sparato a caso e per caso aveva fatto centro, un po’ come
Lotti a Giogoli. Quindi, la segnalazione
diventava ininfluente e venne “dimenticata”. Contra, naturalmente, rimane l’ignoranza
di Rotella e la reticenza degli altri protagonisti.
Ipotesi Fiori con aiutino. Arrivò alla Procura una segnalazione che vi era un (probabile?)
quinto duplice omicidio precedente. Questo coinciderebbe con quanto uscito sui
giornali (Sgherri: alcune lettere anonime
giunte agli inquirenti facevano riferimento a 5 e non a 4 duplici omicidi).
Un PM la passò ai CC per verifica. Fiori
e Piattelli si ricordarono di Signa. I CC andarono da Tricomi dicendogli che
essendoci stata una segnalazione anonima volevano prendere visione di un
vecchio fascicolo che doveva trovarsi a Perugia (si ricorderà che la ricerca
originariamente doveva partire dal 1970). A Tricomi rimase in mente che
c’era un anonimo (che forse non aveva visto direttamente) e lo segnalò alla
Della Monica, perché poteva essere importante. A questo punto subentra però la
nebbia; la lettera non uscì mai fuori, ma Tricomi per un certo tempo (ai
colleghi, a Spezi, ad altri giornalisti) continuò a dire che lo spunto era
venuto da un anonimo; poi col tempo se ne dimenticò anche lui. Trovo questa spiegazione abbastanza
plausibile e ha il pregio di coincidere (non nei dettagli, ma nella sostanza)
con la fonte Spezi, che non è trascurabile; ho verificato in passato che dietro
al fumo di Spezi c’era il più delle volte un succoso arrosto.
Ipotesi rivendicazione (Filastò). L’assassino manda un
messaggio ben preciso: ho ucciso prima di quello che crediate, andate a vedere
il processo Mele e ve ne renderete conto. In questo caso non si comprende
perché non si investigò per scoprire il mittente, che è proprio il fine della richiesta
della Della Monica: “Questo Ufficio
ritiene indispensabile al fine delle ulteriori indagini concernenti
l’identificazione dell’autore dell’anonimo rientrare in possesso dello scritto
potendosi ritenere plausibile che esso sia attribuibile a persone a conoscenza
dell’identità del vero assassino”. Anzi,
dopo le prime pacifiche ammissioni, se ne negò poi sempre l’esistenza, traendo
in inganno anche il G.I. Rotella che era subentrato nelle indagini.
Ipotesi massimalista (depistaggio). Qualcuno ben addentro al
tribunale di Firenze e alla storia giudiziaria della provincia, oltre che in
possesso di bossoli sparati dalla Beretta cal. 22 dell’assassino (in altre
parole, l’assassino stesso o un suo complice), si rese conto, dopo Baccaiano e in contemporanea con la ricerca dei precedenti, dell’opportunità
di sviare le indagini sfruttando un lontano caso in cui una coppia di amanti
clandestini era stata uccisa con una semiautomatica cal. 22 armata con proiettili
Winchester serie H. A questo punto ottenne accesso all’archivio, sostituì i bossoli
spillandoli al faldone, indi mandò la lettera anonima, creando dal nulla la
pista sarda. Oltre all’incredibile fortuna di aver trovato un duplice omicidio
molto simile, per essere sicuro della riuscita del piano avrebbe dovuto anche
sostituire, se non il testo della perizia, le macrofotografie. A me,
questa ipotesi continua a sembrare un’incredibile combinazione di eventi, molto
più incredibile dell’aver ritrovato in archivio bossoli che per buona prassi
forse non sarebbero dovuti stare lì.
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| San Casciano Val di Pesa Località Ponte Rotto - il covo del Mostro? |
In tutte le ipotesi in cui si ammette l’esistenza dell’anonimo,
inoltre, occorre segnalare un’altra incredibile combinazione, questa volta a
carattere temporale: il 3 luglio viene emanato l’ordine di ricercare precedenti
(ma non oltre il 1970), prima del 17 luglio arriva un anonimo che riporta al
1968; il lasso temporale è di meno di due settimane. La domanda è se il
mittente potesse sapere che la ricerca era in corso, ma con parametri
sbagliati. E’ pur vero che di segnalazioni anonime ce ne saranno state
centinaia, ma guarda caso quella giusta (o che almeno venne ritenuta giusta all'epoca)
arrivò proprio quando doveva arrivare.
A questo punto, mi sembra onesto dichiarare per quale
ipotesi attualmente propenda; per carità di patria, opterò per l’incertezza tra
l’ipotesi Rotella e l’ipotesi Fiori con aiutino, anche se trovo entrambe non
del tutto soddisfacenti e con ampie zone di oscurità. Inutile aggiungere che
non ritengo sensato fare ipotesi sull’identità dell’autore dell’anonimo senza
conoscere il testo. Vista la capitale importanza di interpretare correttamente
questo passaggio nodale della storia delle indagini, speriamo di saperne di più
in futuro. Ogni contributo e integrazione è bene accetto.
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| Una via a caso in località Spedaletto, comune di san Casciano |
Link agli articoli precedenti:
http://mostrodifirenzevolumei.blogspot.com/2017/02/intorno-al-20-di-luglio.html
http://mostrodifirenzevolumei.blogspot.com/2017/02/intorno-al-20-di-luglio-2.html









