martedì 27 ottobre 2015

Mosche a Scopeti (4)




Stabilito con buona probabilità che:
1. il delitto di Scopeti avvenne il venerdì sera, presumibilmente tra le 23 e le 24 (come da resti indigeriti di cibo ritrovati nello stomaco delle vittime in corso di autopsia);
2. il venerdì 6, contrariamente al programma, SV non venne controllato / pedinato;

e sapendo che;
3. le vittime arrivarono a San Casciano probabilmente nel primo pomeriggio del 6, montando subito la tenda nella piazzola degli Scopeti (allegato 57 del rapporto);
4. forse fecero un giro nei dintorni (Nadine venne vista acquistare uva in un negozio nella vicina frazione di Sant’Andrea in Percussina, ammesso che l’identificazione, condotta sulla nota foto apparsa sui giornali, sia da considerare valida);
5. cenarono alla festa dell’Unità di Cerbaia, come da testimonianza di Angelo Cantini ai CC il 17 settembre 1985, confermata nella deposizione al processo CdM del 19 dicembre 1997,

occorrerebbe verificare se sia possibile collocare il sospetto in San Casciano nel ristretto spazio temporale che va dall’arrivo dei francesi alla piazzuola alla loro uccisione.

L’assassinio di vittime in tenda rappresenta una problematica ulteriore rispetto ai rimanenti delitti, con la parziale eccezione di quello dei ragazzi tedeschi di Giogoli, che personalmente ritengo sia stato un fallimento nell’ottica dell’assassino. Quanto è credibile un serial killer marauder che passando nottetempo da via degli Scopeti individua una tenda e sceglie d’impeto gli occupanti come bersaglio senza in realtà conoscerne il sesso, l’età o altro? Senza essere certo che gli occupanti della tenda corrispondono alle vittime di sua elezione? Oltretutto avendo già sperimentato in precedenza l’errore di sparare contro un furgone chiuso e scoprire, subito dopo, di aver ucciso due uomini anziché la desiderata giovane coppia di amanti?

Non possiamo che fare delle illazioni, cercando di scegliere la più fondata.

Individuerei tre diverse possibilità:
1. i ragazzi vengono individuati mentre montano la tenda, appena arrivati sul posto: come furono visti dal teste A.B., possono ugualmente essere stati visti, in maniera del tutto casuale, dall’assassino;
2. i ragazzi vengono notati alla festa di Cerbaia e seguiti in auto fino alla piazzola;
3. l’assassino non sa nulla delle vittime, ma ha casualmente scelto la piazzola degli Scopeti come luogo di un agguato notturno; giunto sul posto, trova una tenda anziché l’auto che si aspetterebbe, si rende conto, ad esempio ascoltando voci e rumori provenienti dalla tenda, che all’interno vi è una coppia, forse intenta ad attività sessuale, e decide di attaccare.

A queste bisogna aggiungere la tenue ipotesi, formulabile sulla base di alcune testimonianze, sia contemporanee ai fatti che ampiamente successive, che prima dell’arrivo delle vittime sulla piazzola stazionasse un’altra coppia in un’altra tenda e che Nadine e Jean Michel si siano, per loro somma sfortuna, inconsapevolmente sostituiti a questa prima coppia nel ruolo di vittime designate.

Mentre le ipotesi 1 e 2, senza ovviamente escludere nulla con certezza, indicano piuttosto un soggetto residente nelle vicinanze di San Casciano o che quanto meno ha modo e ragione di percorrere via degli Scopeti in orario pomeridiano, un soggetto che partecipa alle feste e sagre dei dintorni, l’ipotesi 3 lascia il campo del tutto aperto. Una volta appreso, per esperienza diretta o in altro modo, che la piazzola degli Scopeti è luogo frequentato da coppiette, come senz’altro era, qualsiasi assassino, ovunque residente nell’ambito provinciale e oltre (Vicchio, Montelupo, Prato, via Cironi ecc.), non avrebbe incontrato soverchie difficoltà a recarvisi prima di mezzanotte e tentare la sorte.

Bisogna dunque valutare la verosimiglianza – fisica e psicologica - di situare SV in una delle tre situazioni sopra delineate, sapendo che:
1. SV è, teoricamente, sottoposto a controllo (sorveglianza dell’abitazione e pedinamenti) a decorrere dal 1 luglio 1985;
2. è probabile che SV sia ben cosciente di essere sotto osservazione, come commenta lo stesso Torrisi: <<se non fossimo consapevoli che il servizio è stato espletato con la massima attenzione e cura (sic! sottolineatura mia), con l'impiego di personale qualificato, si direbbe che queste non sono le sue reali abitudini, evidentemente perché il soggetto sin dai primi pedinamenti si sarebbe accorto di essere seguito>>;
3. il controllo presenta buchi clamorosi anche all’interno dell’attività programmata. L’inefficacia della sorveglianza messa in atto dai CC nel periodo in questione è peraltro attestata nella stessa sentenza di proscioglimento del giudice Rotella, che scrive: << Da un certo momento in poi i carabinieri attestano un controllo in talune ore serali e in certi giorni della settimana, ma essi stessi (v. rapporto menzionato [ossia Torrisi]) dubitano della continuità ed efficacia del controllo>>.

Poiché la valutazione è altamente soggettiva, mi astengo dall’esporre la mia idea personale, che ben poco aggiungerebbe alla ricostruzione.

(Continua)

6 commenti:

  1. Leggo nel rapporto Torrisi:

    I pedinamenti hanno avuto il seguente andamento:
    − prima fase, dal 1º novembre 1984, al 3 giugno 1985, con l'espletamento di servizi
    saltuari a campione;
    − seconda fase, dal 1º luglio 1985 all'8 settembre 1985, eseguiti nei giorni di venerdì,
    sabato e domenica, dalle ore 20,00 alle ore 24,00;
    − terza fase, dal 4 novembre 1985 al 12 febbraio 1986, in maniera continuativa nell'arco
    delle 24 ore.
    A quanto si legge qui il venerdì 6 settembre Vinci avrebbe dovuto avere un'auto sotto casa sua dalle 20 alle 24.

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  2. Forse ti è sfuggita la puntata precedente.

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  3. Hai ragione, per il superlavoro non avevo letto le tue precedenti considerazioni.
    Diamo pure per possibile che Salvatore Vinci non fosse stato controllato al venerdì. Rimane la difficile coincidenza di un suo passaggio davanti alla piazzola proprio quel giorno. A meno di non pensare che il posto facesse parte di un suo itinerario di perlustrazioni. Ma allora ci si domanda perchè sarebbe uscito in perlustrazione proprio in uno dei giorni in cui lo controllavano. Nelle settimane precedenti si sarò ben accorto che anche il venerdì un'auto stazionava sotto casa sua, oppure il servizio era

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  4. purtroppo non lo so. sembra che i CC scrivano una cosa e ne facciano un'altra; anche sul guanto di paraffina (mano destra o sinistra') c'è confusione. aggiungiamo la mancata analisi sullo straccio e SV diventa più inafferrabile della Primula Rossa.

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  5. Certo che se il mostro fosse stato Salvatore Vinci sarebbe una una beffa x le vittime i parenti oltre che una vergogna senza pari ... é entrato nelle indagini nel 68 quindi possibile possessore della pistola, unico dei sardi non arrestato pur essendo il piú compatibile con il mostro ,avendo a carico piú indizzi dei suoi compaesani, mancata analisi dello straccio, dall' 84 il sospetto n1 ,"messo sotto controllo" ( x mé controllare vuol dire 24 h su 24 , tanto di personale statale in italia non manca ) ed é riuscito a compiere il delitto di Scopeti? Se fosse lui il mostro si potrebbe parlare di omicidi di stato tanto é stata la negligenza ...

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