domenica 6 dicembre 2015

Pietro Pacciani tra Cerbaia e Scopeti




Concluderei temporaneamente la serie sul delitto di Scopeti, che ci impegna dalla scorsa estate, esponendo la versione dei fatti che diede il principale sospettato, Pietro Pacciani. Detto che Pacciani fa, almeno secondo i dati ufficiali, il suo primo racconto il 19 settembre 1985 e che quella versione iniziale sarà successivamente corretta, non posso addentrarmi  su questo aspetto perché il verbale non è pubblico. Voglio invece dare conto di quanto Pacciani sostiene in corso di processo, all’interno delle sue ultime dichiarazioni spontanee, rese il 18 ottobre 1994. Purtroppo  l’udienza non è stata trascritta in Insufficienza di Prove, forse per carenza del verbale, ma è tuttora ascoltabile su Radio Radicale. Non ho il tempo né la pazienza  di trascriverla per intero (l’intervento dell’imputato dura più di due ore), ma ne riassumerò qui i punti principali.
Pacciani comincia ricordando di essere stato alla festa di Cerbaia come confermato anche dalla figlia, testimone peraltro a lui sfavorevole, quindi senz’altro sincera sul punto;  la figlia avrebbe anche confermato il guasto dell’auto e l’intervento del meccanico (NdA: si deve intendere Graziella  nell’udienza del 25 maggio 1994 e forse precedentemente in corso di indagini). Il meccanico Fantoni invece non avrebbe confermato il fatto essendo stato indotto a cambiare versione (NdA: si intende <<dalla magistratura di Firenze>>: <<gli dissero di non dire>>; <<dì che tu non c’eri>>) in un interrogatorio di quattro ore a San Casciano (<<è successo il finimondo>>). Pacciani ripete che partì alle 15.30, dopo pranzo, <<s’andette a cena a Cerbaia, per portare queste figliolucce alla festa>>. Ricorda che la figlia maggiore andò a trovare una compagna di collegio, Rosanna Z., che si era sposata di recente e viveva a Cerbaia: <le si abbraccionno, le si salutonno e compagnia bella, insomma>>; dopo di che la famiglia Pacciani si reca alla festa. Dopo aver cenato, all’ora di ripartire, intorno alle 9.30-9.45, l’auto <<Forde, l’è nova>> non si mette in moto, non vuole partire. A fianco di tavolo c’è un meccanico, il Fantoni Marcello, che lavora nell’officina Bellini di San Casciano ed è vicino di casa dei Pacciani, il quale già aveva aiutato a volte per far partire la vecchia 500. Seguono una serie di particolari sull’intervento del Fantoni che gli dice <<queste testuali parole:  non insistere con la chiave, perché tu scarichi tutta la batteria e la macchina non ti parte, perché si è bruciato l’alternatore di minima>>.  Il Fantoni collega con i cavi la propria batteria a quella della Ford e <<con un colpo di chiave la partì subito>>; gli raccomanda di tenere sempre l’auto accelerata perché il motore non si spenga più e segue i Pacciani fino a casa con la sua auto per accertarsi che non rimangano in panne durante il tragitto, promettendo l’indomani di far intervenire il carro attrezzi.
Giunto felicemente a casa senza altri problemi e parcheggiata la Ford nel garage, la mattina dopo Pacciani chiama il carrozziere Giani Roberto, presso il quale aveva acquistato la macchina, che fa portare l’auto nella propria officina con il carro attrezzi. Seguono considerazioni sull’esorbitante prezzo della riparazione (per la sostituzione di un <<gingilluccio grande come un cecino>> che però comportava un lungo lavoro) e il ricordo, un po’ incerto, che l’auto venne riparata in un paio di giorni. A questo punto Pacciani esplode in maledizioni contro il Fantoni che, interrogato, aveva smentito il suo alibi dicendo <<io un c’ero, io un c’ero>>. (NdA:  il riferimento è probabilmente alla SIT resa dal Fantoni nel novembre del 1991), alle quali seguono apprezzamenti negativi  contro la moglie di questi, detta <<la gruga>> (NdA: gru?) perché sporge il collo fuori dalla finestra per spettegolare e <<la racconta ‘icché non è vero>>, interrotti dal presidente Ognibene.  Pacciani sostiene di avere avuto un chiarimento con il Fantoni in piazza, nel quale il presunto teste avrebbe sostenuto di non voler avere a che fare con i carabinieri. 
Segue l’episodio del primo controllo da parte dei carabinieri di San Casciano, che a detta dell’imputato sarebbe avvenuto il 9 settembre, lo stesso giorno del rinvenimento dei cadaveri, intorno alle 15.30; Pacciani, riferendosi implicitamente allo scontro verbale avvenuto in aula durante la deposizione del maresciallo Lodato (3 maggio 1994), afferma ora di non potersi ricordare se si trattasse proprio del maresciallo “De Lodato” o un altro graduato, accompagnato da due carabinieri <<vestiti in divisa, insomma, son quasi tutti uguali>>.  Racconta lo svolgimento dell’interrogatorio (non verbalizzato e la cui esistenza era stata negata dal teste e dal PM) e della successiva perquisizione (<<apri qua, apri là, guardonno dappertutto>>) per quanto informale (<<un s’ha mandato, ma se si vole si procura>>). A richiesta del maresciallo di avere eventualmente conferma da qualcuno che lo avesse visto a Cerbaia, Pacciani avrebbe subito indicato il Fantoni Marcello, precisando che era stato colui che gli aveva rimesso in moto la macchina.  Viene perquisito anche il garage, conseguentemente  i carabinieri, così ragiona Pacciani, devono aver constatato che la macchina non era lì ricoverata.  <<Loro andettero, passonno dal Giani Roberto, perché la strada che va a San Casciano l’affianca con la carrozzeria e andettero a vedere e la mi macchina era lì, era rotta, era in questo garage del Giani Roberto, è la verità>>. Pacciani conclude in maniera sconsolata: <<Insomma, l’è stata fatta tutta una tragedia, gli è stato sparito ogni cosa; io dissi tutta la verità e compagnia bella>>.
Segue l’episodio della Sperduto (<<questa bertuccia, gl’è una matta>>), poco rilevante per il processo, se non per un commento del Pacciani che potrà bene attagliarsi anche ai processi futuri: <<gli è stato fatto una selezione – non voglio offendere nessuno - dei  più furbi>>.
Nel seguito, qualche considerazione personale mia.
(Segue)

11 commenti:

  1. ciao frank.

    Nella Sentanza di Primo Grado (Ognibene), si legge:
    " Ancora poi il Pacciani, richiamando le dichiarazioni rese nel s.i.t. del 19.9.1985, precisa di aver indicato ai C.C. a riscontro del suo alibi il Fantoni Marcello, mostrando addirittura loro la casa dove questi abitava, racconta di aver loro fatto vedere il garage dove non c’era la Fiesta; precisa infine che i militi erano andati poi dal Giani Roberto dove lui aveva detto loro che si trovava la macchina, che in effetti avevano rinvenuto ivi guasta."

    Ossia, i militi, andando a controllare dal Giani, dal Giani effettivamente avevano trovato l'auto guasta del Pacciani.

    Verità o bufala ?
    Insomma, differenza un pò (tanta), la fa.

    Quali ulteriori news hai tu in merito?

    HzT

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  2. sorry, dimenticava un link ad ampplaimento documentazione.
    ri-ciao.
    HzT

    http://occhioragazzi.securibox.net/viewtopic.php?f=43&t=112

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  3. il mio parere è che in quel passaggio ognibene si limiti a riferire il contenuto delle dichiarazioni spontanee di PP che ho qui riassunto. A rigor di logica, poiché l'ipotetico controllo del giorno 9 non fu verbalizzato e la corte lo giudica inesistente, neppure poteva risultare che la macchina fosse in officina.Qui Ognibene mescola e mette insieme le dichiarazioni di Pacciani relative al 9 con il verbale del 19. Poiché il verbale del 19 non ce l'ho non posso però sapere cosa effettivamente venne scritto. Il tuoo post sul forum dell'Occhio l'ho letto, alla prossima puntata vediamo se concordiamo.
    Ciao

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  4. si dalla Ognibene si legge che li sta riportando quello che dice Pacciani.
    MA:

    1) non gli dedica specificatamente nota a dire "a-ha! visto! ha detto una menzogna sul punto".
    E ciò già è di per sè significativo
    2) che abbiano o no fatto un verbale (e da quando non vengono fatti i verbali? boh!), bastava chiamrli alla sbarra a testimoniare.
    Non mi risulta che lo fecero.
    Come mai? Meglio non rischiare che confermassero?
    3) se all'epoca il Pacciani ha detto, coi CC a casa, la macchina non è qui ma dal meccanico, ma secondo te è possibili che i CC non abbiano guardato attorno e vedendola non gli abbiano contestato la panzana?
    E se fin dal Giani son andati a controllare e lì l'auto non ci fosse stata, non credi che sarebbero tornati dal Pacciani a chiedergli il perchè di una simile panzana (o almeno che lo avrebbero messo nero su bianco in un verbale?... ah, già, caso strano il verbale non c'è ) ?

    Inoltre, in aula, le figlie entrambe hanno confermato che l'auto aveva avuto dei problemi all'uscita dal festival (non concordano sul Fantoni, ma concordano sui problemi all'auto).
    ... cosa ti fa piu strano?
    portare un auto che ha dei problemi dal meccanico, o ma sì, fare una perquisa ed una SIT e non fare il verbale?

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  5. ecco, come al solito un pezzetto era rimasto nella penna.

    Ognibene sta riferendo cosa disse il Pacciani,
    ---> MA il Pacciani NON PUO' aver detto "che in effetti avevano rinvenuto ivi guasta."

    per due motivi:
    1- quel "in effetti"
    2- il Pacciani non era andato coi CC dal Giani, quindi il PP non poteva confermare, e confermare con un "in effetti"

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  6. Ancora uno spunto interessante di riflessione:
    ---> Se l'auto era dal Giani, come l'Ognibene pare decisamente confermare con le sue parole nero su bianco in Sentenza:
    1- come si conciliano le dichiarazioni dei testimoni che "vedono" la sua auto agli Scopeti? [*]

    [*]esempio: quella del Nesi, poi contraddetta dal Lotti

    -----///
    correzione al commento precedente:
    al punto 1, nel virgolettato anche il "che" scritto da Ognibene, ha grammaticalmente un peso enorme e non solo l' "in effetti".
    ///------

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  7. approfondimenti, domande e riflessioni aggiuntive, qui:
    http://occhioragazzi.securibox.net/viewtopic.php?f=43&t=112&p=906#p906

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  8. rimango totalmente della mia opinione già espressa, in quanto Ognibene nega in radice l'esistenza del controllo del 9 settembre, qualificandolo come "ennesima, ulteriore sfacciata menzogna". ne discende che nessuno avrebbe potuto constatare che l'auto quel giorno era in officina.

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  9. e allora evviva il libero convincimento del giudice e la non necessità di elementi per smentire una affermazione di un imputato.
    del resto, se sei "imputato" devi per forza di cose "essere colpevole".

    Eppure, per un "medico", il 9 i controlli e perque, li andarono a fare e i verbali li scrissero (e li trovarono).

    E anche la depo del Toscano, avvalorata de elementi esterni, parla di perquisa e sit al Pacciani il 9..

    ma in fin dei conti non può mica essere un problema.
    Domenica non piu, Lotti e Nesi nemanco, ma sabato o venerdi, il Pacciani mosto brutto sporco e cattivo va bin li stess

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  10. ho letto e ti ho risposto di la.

    qui invece ti ri-incasello solo meglio il punto del contendere:

    - [verbale o meno] il 9 si presentarono dal PP o no?

    Il nodo non è per nulla un foglio di carta con firme e timbri, senza firme e timbri, verbale o borogliaccio, o appunto di polizia giudiziaria o semplice nota su un taccuino.
    il punto è: il 9 qualcuno in divisa si presentò o meno a casa del PP ?

    pro e contro di entrambe le versioni e da che parte pende la bilancia?

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  11. e poi c'è il problema Fantoni.

    Fantoni, in aula, deposizione giurata, dichiara che
    "A domanda il Fantoni escludeva recisamente di essersi mai trovato a cena alla festa dell'Unità a Cerbaia assieme al Pacciani, di aver mai fatto riparazioni di qualunque tipo, tanto meno di quello descritto da costui e nell'occasione da lui indicata, alla Ford Fiesta dell'imputato. Aggiungeva anche che in una data di un'epoca che non ricordava il Pacciani gli era venuto incontro mentre lui stava tornando a casa dal lavoro e gli aveva raccontato che la domenica prima, trovandosi ad una festa a Cerbaia, era rimasto fermo per noie all'accensione"
    Fonte: http://insufficienzadiprove.blogspot.it/2009/07/marcello-fantoni.html

    Ora, basta fare due calcoli:
    domenica 8 + 7 gg fino alla "domenica dopo" = data 15 settembre

    Ma la perquisizione "ufficiale" verbalizzata + SIT è del 19 settembre: 4 giorni dopo.

    Ma che il Pacciani c'aveva la sfera di cristallo o qualcuno prima del 19 già gli aveva chiesto qualcosa?

    E poi SE il Pacciani era l'assassino di Scopeti, beh, chi meglio di lui sapeva che non era avvenuto la domenica ???!!
    Quindi perchè mai avrebbe dovuto preoccuparsi di un alibi per quel giorno, addirittura da cercare "subdolamente" di "influenzare/manomettere" i ricordi del Fantoni ?

    HzT

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