martedì 20 gennaio 2015

Il rasoio di Occam e il Mostro di Firenze

E’ già qualche anno che Occam e il suo rasoio sono tornati di moda e vengono citati a proposito e anche a sproposito; evidentemente siamo tutti diventati filosofi nominalisti (me compreso, appunto).

Tuttavia, ho l’impressione che nello studio del caso del Mostro di Firenze il rasoio di Occam non sempre funzioni a dovere.

Immaginiamo una storia. Una donna che ha una vita sessuale vivace e turbolenta viene uccisa durante un convegno amoroso con un amante più o meno occasionale. La donna era stata seguita e minacciata. Quel giorno il marito si è dato malato al lavoro (forse) per crearsi un alibi. Un cognato (forse) ha scambiato il turno di riposo con un collega. Successivamente, un altro cognato dirà che la donna “doveva morire”. L’amante ufficiale, violento ed armato, ha un alibi sostenuto unicamente dalla di lui moglie. Un altro amante ha un alibi che molti anni dopo si rivelerà (forse) falso. Un testimone, figlio della vittima, dirà (tra le altre cose) di aver visto sul posto il padre e uno zio. Formuliamo due ipotesi principali: la donna e l’amante sono stati uccisi da qualcuno dei parenti o amanti della donna, da solo o in combutta con altri, o si tratta del primo delitto di un ignoto serial killer psicopatico che uccide giovani coppie che amoreggiano in auto e del tutto casualmente sceglie proprio “quella” coppia di vittime? Applicando il rasoio di Occam la scelta per la prima ipotesi sembra naturale.

Immaginiamo ora una seconda storia. Nel corso degli anni, otto duplici omicidi di coppie in auto (o in tenda) vengono eseguiti utilizzando la stessa arma e con modalità del tutto simili, compreso, in più di un caso, lo sfregio del cadavere della vittima femminile. Quante possibilità ci sono che il primo delitto, quello di cui al punto precedente, sia da ascrivere ad un autore diverso dai successivi sette? Il rasoio di Occam ci direbbe: praticamente nessuna. Eppure, nessuno degli indiziati per il primo delitto (a parte uno, per il quale esistono comunque indicazioni contrarie) può materialmente aver commesso gli altri sette. Ecco che il rasoio di Occam ci ha portato a due conclusioni contrastanti e non conciliabili: omicidio per gelosia/onore/interesse nel primo caso, serial killer per libidine nel secondo. Rimarrebbe la scappatoia di quell’unico indiziato che era libero in occasione di tutti i delitti ed è poi scomparso dalla circolazione…

3 commenti:

  1. Come tutte le regole anche il Rasoio di Occam ha le sue eccezioni...

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  2. Il rasoio di occam fornisce ( ? ) una visione limitata dei fatti e non tiene conto di problematiche politiche e giudiziarie che nulla hanno a che vedere con i serial killers solitari. Totalmente fuori strada. Certo , sono ipotesi affascinanti, buone per vendere libri, cartacei o in line, attizzano la morbosità dei lettori ( il mitico serial killer imprendibile !!! ) . Quante cazzate ! Che una persona sola , perlopiù un sardo ignorante e rozzo possa esser riuscito ( nel caso del rasoio di occam si va anche oltre poi ) a fare quella carneficina in barba agli inquirenti , spostando poi l'attenzione degli stessi sui compagni di merende lo sostiene solo Mario Spezi. E supponiamo il motivo per cui lo faccia : a sostegno dell' ipotesi ( ridicola!) del suo CARLO. Discerniamo la letteratura dai fatti , PLEASE !

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  3. nella frase finale del post non prendevo in considerazione CARLO, mi sembrava fosse chiaro.
    insomma, tra varie improbabilità, ciascuno sceglie quella che gli sembra meno improbabile, credo: ma i giudizi sono, naturalmente, discordi..

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