mercoledì 19 marzo 2014

L'enigma di Baccaiano (3)


Occorre chiarire che i diversi tentativi di ricostruzione effettuati nel corso degli anni non hanno il compito precipuo di risolvere per mero piacere intellettuale gli enigmi sollevati da una scena del crimine estremamente confusa e incerta; bensì di avvalorare o sconfessare la parziale descrizione del fatto fornita da Giancarlo Lotti, che confermò la teoria accusatoria ufficiale: Pacciani che fa fuoco, il ragazzo alla guida che ai primi spari mette in moto l'auto in retromarcia, finendo nel fosso all'altro lato della strada. Conferma molto incerta, nel più autentico stile di Lotti, in occasione dell'incidente probatorio:

PM:"Dove venivano sparati i colpi?"
Lotti:"Sul davanti della macchina"
PM"Sul Vetro?"
Lotti:"Sul Vetro. poi dopo gli spari mi allontanai, non stessi li..."


Lotti: "Di li' la macchina si sposto' e venne verso la parte opposta di qua. E poi credevano che non avesse sparato... eppoi si sposto' la macchina e li ripresero per bene"
PM: "Cosa vuol dire per bene, spararono ancora?"
Lotti: "Aspettavano andar via la macchina...a muoversi la macchina...e allora andettero di la' e di li'. Li fermarono li...non si mossero piu'"

E in dibattimento:

"Quando veddi che avevano finito di sparare presi e andetti via e mi fermonno. Pietro dice:-te un tu vvai via-, e come un vo via?! E prese... a questo punto io che facevo lì? Poi piano, piano mi fecero andar via"


I verbi sono al plurale (andettero, li fermarono, avevano finito), ma dubito che vista la primitività del linguaggio lottiano questo possa dare adito a soverchie interpretazioni.  Il Vanni c'è, ma è come se non ci fosse. E' evidente che Lotti non sa cosa succede dopo la sparatoria; e questa è una costante, Lotti non aggiunge alla conoscenza dei fatti mai nulla che sia realmente inedito.

Con sorprendente tautologia, la sentenza di appello ritiene la versione ufficiale provata in quanto confermata dal Lotti; mentre era proprio la credibilità del teste, reo confesso e chiamante in correità, che avrebbe dovuto essere riscontrata.  Infatti si scrive:" tale ricostruzione (il riferimento è alla versione alternativa, proposta dall'avvocato Filastò) è stata giustamente ritenuta priva di fondamento dalla Corte di Assise di Firenze sia sulla base delle dichiarazioni del Lotti Giancarlo che ha affermato di aver visto nel corso della retromarcia che alla guida della FIAT 127 vi era un ragazzo e non già il Pacciani che lui ben conosceva…". Con il che, il teste diventa egli stesso prova della propria veridicità.

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